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Riequilibrio Elettrolitico e Acido-Basico

La concentrazione tipica dei soluti in una soluzione dializzante è la seguente espressa in mEq/l (milliequivalenti per litro):
138/140 Na+ (ione sodio)
2/3 K+ (ione potassio)
1.25/1.50 Ca++(ione calcio)
0,5 Mg++ (ione magnesio)
35 HCO3- (ione bicarbonato)
110 Cl- (ione cloruro)
Lo scambio nel sangue di questi elettroliti avviene per dialisi e la massa scambiata è in relazione al gradiente (ovvero la differenza di concentrazione). Ad esempio lo ione K+ (potassio) è più elevato nel sangue del soggetto nefropatico e quindi viene sottratto; lo ione HCO3- (bicarbonato) è invece in difetto quindi viene ceduto. In linea di massima, con l’avanzare del tempo di trattamento il gradiente si riduce verso un asintoto.
Le sostanze tossiche, quali l’urea, acido urico, creatinina vengono sottratte in ogni momento con il massimo gradiente poiché il liquido dializzante ne è totalmente privo.

 

L’emodialisi Extracorporea

Riequilibrio elettrolitico e acido-basico
Con questa tecnica, il sangue viene estratto dal soggetto (per mezzo di aghi, cannule e cateteri), trattato e restituito mediante un circuito esterno che vede al centro il filtro dializzatore (un elemento a doppio comparto nel quale viene impiegata una membrana semipermeabile di porosità adatta). Nel secondo comparto viene fatta fluire una soluzione acquosa arricchita dei soluti che è necessario cedere al sangue e povera (o priva) di quelli da sottrarre. Questa soluzione viene semplicemente chiamata soluzione dializzante.
Per consentire una adeguata depurazione, il flusso sanguigno viene indotto da una pompa opportuna a velocità tipiche di 300-400 ml/min (in soggetti adulti) mentre la soluzione dializzante scorre tipicamente a 500 ml/min. L’apparecchiatura impiegata prende il nome di rene artificiale.
Tipicamente, un trattamento di emodialisi extracorporea ha la durata di 4 ore, ne consegue un volume globale di sangue trattato di almeno 60 litri. Si può dedurre da questo che il sangue viene trattato dalle 8 alle 12 volte durante l’intera sessione. La soluzione dializzante viene invece prodotta, utilizzata e alla fine gettata (single pass) per un quantitativo di almeno 120 litri.

 

Rimozione dei Liquidi

ambulatori di emodialisi
La massa totale di liquidi da sottrarre è spesso superiore ai 2 litri. Tecnicamente questa estrazione viene controllata mediante un opportuno gradiente di pressione: la pressione nel comparto ematico del filtro dializzatore è sempre positiva, al liquido dializzante viene imposta una pressione (negativa o a sua volta positiva), affinchè il gradiente risultante sia tale da creare la ultrafiltrazione necessaria, in relazione alla permeabilità idraulica specifica della membrana del filtro dializzatore. Il sistema di controllo viene programmato per raggiungere l’obiettivo della totale rimozione al termine della seduta di trattamento (4 ore tipiche). Si deve precisare che tale obiettivo, detto peso secco, non è equivalente al peso normale di un soggetto sano con la stessa corporatura ma superiore e rappresenta in sostanza il limite oltre il quale diventano possibili episodi di intolleranza clinica. La massa di liquidi accumulati viene sottratta dalla parte plasmatica del sangue, la quale ha poi il compito di riassorbirla dalle cellule dei tessuti Fisiologicamente, questa restituzione (refilling) avviene con una certa lentezza poiché a sua volta dipende dalla permeabilità della membrana cellulare e dal gradiente extra-intra cellulare, pertanto rimozioni violente possono causare effetti collaterali di rilievo, quali collasso o crampi. Il sistema di controllo della apparecchiatura (rene artificiale) deve essere in grado di assicurare con la massima accuratezza estrazioni che possono essere anche di pochi milligrammi per minuto. Come sistema elementare di verifica dell’andamento del peso del paziente, è ancora molto usato, almeno in Italia, il letto bilancia, un normale lettino clinico (o anche una poltrona), collocato su una bilancia. In rari casi non è necessario sottrarre alcuna massa di liquido: si parla in questi casi di bilancio idrico nullo.

 

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